Social Software in the Workplace: il Magic Quadrant di Gartner per il 2014

Il Magic Quadrant per il “Social Software in the Workplace” fotografa lo scenario di un mercato che si muove verso la maturità: Gartner ne stima i ricavi complessivi 2013 in 1,2 miliardi di dollari, con una crescita del 15% rispetto all’anno precedente, e registra come la gran parte delle soluzioni ormai condivida buona parte delle funzionalità di base, con conseguente difficoltà a introdurre elementi di differenziazione.

Gartner segnala come una delle vie di crescita e differenziazione a lungo termine sia la possibilità di integrare collaborazione e caratteristiche social all’interno del contesto di lavoro più che come elemento aggiuntivo: segno di una convergenza tra Enterprise Social Network, sistemi di gestione delle informazioni aziendali e altre applicazioni business che potrebbe ridisegnare nuovamente il mercato premiando i vendor con una offerta più completa.

Sintetizzando l’analisi dei 17 vendor oggetto di indagine: il report di Gartner riporta, tra i leader, Microsoft, IBM, Jive, Salesforce.com e Tibco (unico nuovo entrante di quest’anno); VMware, Sitrion (precedentemente NewsGator) e Atlassian tra i challengers; Zimbra (precedentemente Telligent Zimbra), Google, SAP e Acquia tra i visionari e OpenText, Huddle, Igloo, Liferay e Zyncro Tech tra i player di nicchia.

Social Software in the workplace: definizione dell’ambito

Rientrano nell’ambito del Social Software quelle soluzioni a supporto della collaborazione tra team, community e reti all’interno delle organizzazioni, utilizzate quindi dai dipendenti - ed eventualmente fornitori, clienti e partner - per ritrovarsi, discutere, condividere informazioni e interagire in maniera personale o in gruppo. La casistica  comprende sia prodotti “out-of-the-box” che piattaforme utilizzabili per la costruzione di ambienti collaborativi. 

Dal punto di vista funzionale il set minimo previsto comprende profili utente, gruppi, possibilità di condividere contenuti, spazi di discussione, blog, wiki, stream di attività e ricerca.

Piuttosti stringenti i parametri di inclusione per i vendor: sono richiesti un minimo di 80 persone in staff (tra marketing, sviluppo e supporto), un ricavo di almeno 12 milioni di dollari (derivante unicamente dalla soluzione social), almeno 20 organizzazioni cliente con almeno 5.000 utenti paganti, 300.000 utenti nominali tra le organizzazioni e la presenza, diretta o tramite partner, in almeno 3 regioni geografiche.

I criteri di valutazione e le classificazioni

Come di consueto il Magic Quadrant si delinea intorno a due assi: la Ability to Execute - sintesi di una serie di valutazioni in cui rientrano fattori inerenti al prodotto, al marketing, alle politiche commerciali, alla salute finanziaria del vendor e all’esperienza dei clienti - e la Completeness of vision , insieme di considerazioni volte a valutare la comprensione del mercato e il potenziale innovativo dell’azienda.

I profili che ne escono sono 4:

  • i leader sono definiti come prodottori consolidati, con un’offerta di software social e collaborativo largamente diffusa, forte e precoce consapevolezza dei bisogni del mercato, innovazione costate e capacità di portare a traguardo soluzioni social complete;
  • i challengers hanno una forte presenza sul mercato, ma non ancora sufficiente per qualificarsi come leader;
  • i visionari si distinguono per la capacità di innovare e intuire con anticipo le tendenze del mercato;
  • i player di nicchia, pur fornendo buoni prodotti e dimostrando comprensione delle dinamiche del mercato, sono limitati a causa di un ridotto insieme di funzionità, di una scarsa presenza sul mercato o di una strategia non chiara.

I leader

Rispetto allo scorso anno Tibco rappresenta l’unica new entry nel quadrante dedicato ai leader: tibbr viene premiato per la sua crescita in termini di quote di mercato, la flessibilità dell’offering (cloud o on-premise) e le potenzialità di integrazione con software di terze parti - in particolare per la gestione di conferenze (Skype, Google Hangouts, WebEx ecc.), ferme restando alcune riserve sulle difficoltà di differenziarsi e su un range di funzioni disponibili limitato rispetto alle potenzialità.

Tra le conferme figura invece IBM, che gode di una consolidata storia di leadership nell’ambito del Social Business e di una strategia di lungo termine che porta il suo Connections ad evolvere di continuo supportando, ad esempio, deployment in cloud e sincronizzazione con il mobile. Una visione, quella di IBM, che andrà progressivamente ad includere le tematiche tipicamente HR del talent management (dopo l’acquisizione di Kenexa) ma che ha come rischio quello di risultare un po’ complicata o troppo ingombrante per una parte di clienti.

Microsoft affida ora le problematiche collaborative a Office 365 e Yammer, in via di crescente integrazione, con il secondo destinato a diventare sempre più una dorsale social tra applicazioni differenti e Sharepoint delegato delle altre principali funzioni (Content Management, Portal, Business Intelligence ecc.). Anche nel caso di Microft Gartner vede i rischi maggiori nella complessità dell’offering, oltre che nel ritmo fin troppo serrato di innovazione al portafoglio prodotti.

Chiudono la serie Jive e Saleforce.com. Jive ha dalla propria una grande casistica di casi d’uso supportati, ottima soddisfazione da parte dei clienti e alcune partnership interessanti (PwC e CGI nell’ambito della consulenza, Cisco per la tecnologia) ma risulta frenato dalla necessità di gestire prudentemente la sua evoluzione in termini di sostenibilità finanziaria.

Salesforce.com è presente con le sue due piattaforme Chatter e Communities: tra i punti di forza una esperienza dei clienti molto positiva, una ottima integrazione tra i due prodotti ed una visione forte e convincente del social “nel lavoro”, che si differenzia da quelle dei competitori per il focus sul mobile e sull’apertura all’esterno dell’azienda. Per contro l’ambito social resta un settore marginale del business complessivo di Saleforce.com, e le installazioni di Chatter e Communities avvengono perloppiù in contesti in cui sono già presenti i software dell’azienda.

 
 

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