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Ariadne e l'open source

12 dic 2003

L'Enterprise computing sta entrando in una fase di grande vivacità, con un grado di diffusione e maturità di prodotti mai visto finora, e di profonda evoluzione.

Questa continuerà, a prescindere dai cambiamenti del mercato, portandoci alle soglie di una rivoluzione tecnologica paragonabile a quella del web dal 1993 in poi.

Già adesso si assiste all'adozione, da parte di grosse Aziende a marchio proprietario, di alcune componenti open source all'interno della loro offerta software ed è comunque una realtà che, allo stato attuale, le piattaforme server più diffuse sono su tecnologia Linux, con una crescita costante fin dalle sue prime timide apparizioni nella seconda metà degli anni 90.

A differenza di allora però adesso la rivoluzione sarà interamente tecnologica, mentre un decennio addietro era stata anche economica, con l'avvento della new economy, ora drasticamente ridimensionatasi dopo un periodo di forte espansione. È importante riconoscere che l'evoluzione tecnologica e quella di mercato sono ormai profondamente scollate: da un lato assistiamo a un mercato stagnante, dall'altro a dei risultati stupefacenti da parte della community open source. Nel contesto italiano, gli importanti cambiamenti in atto non sono sfuggiti al Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie. Fin da gennaio, infatti, sono stati compiuti approfonditi studi del mondo degli applicativi lato server, focalizzandosi sulle soluzioni enterprise in un'ottica di sviluppo e ottimizzazione delle nascenti iniziative di e-government, già in rapida evoluzione. Quanto è emerso è stato reso noto lo scorso 29 ottobre dal Ministro Stanca con un comunicato che ha diffuso alcuni stralci della appena firmata direttiva per l'open source nelle PA, il cui testo integrale sarà di prossima diffusione nella Gazzetta Ufficiale. Con questo atto, viene riconosciuta a livello governativo l'importanza di un settore in così grande espansione e la necessità per lo stesso di una precisa definizione e regolamentazione in vista della sua adozione nelle pubbliche amministrazioni in una prospettiva a breve termine.

Perché accostarsi alle tecnologie open source? Gli indubbi vantaggi sono anzitutto, come è noto, di tipo economico, poiché è possibile avere a disposizione una piattaforma server senza costi di licenza. Ma ancora più rilevante è il fatto che si utilizza un ambiente in cui si riescono a ottimizzare i tempi di sviluppo e ad incrementare la qualità, grazie a semplificazioni che si spingono fino alla programmazione: si stanno infatti sviluppando nuovi linguaggi che renderanno perfino quella a oggetti, indiscusso cardine delle attuali tecnologie di sviluppo, ormai superata. E' logico dunque aspettarsi importanti ripercussioni a media scadenza.

Oggi tuttavia non è più sufficiente la semplice adesione al mondo "open" per essere su una strada percorribile a medio termine: occorre adottare delle tecnologie ottimali per ottenere un rapporto fra investimenti e ricavi migliore. Ci sono cento modi di "fare open source". D'altro canto però le tecnologie nascenti non dovrebbero essere sottovalutate, anche se non rimpiazzeranno quelle più datate: soltanto chi si aggiorna e adotta nuove metodologie di lavoro riuscirà a sopravvivere nell'ottica di un mercato che chiede - e chiederà sempre più - qualità a costi contenuti.

Ariadne ha colto la sfida, ponendosi da un lato l'obiettivo di realizzare prodotti ancora più performanti e a costi che si riducono, dall'altro di proporsi alle grandi realtà aziendali italiane come il partner competitivo per soluzioni avanzate che portano enormi guadagni in termini di tempi e di risorse. Realizzazione concreta della nostra ambiziosa meta è il Progetto di Ricerca "Open source": partito il 1° ottobre, sta coinvolgendo tutti i settori di sviluppo ed Engineering con una formazione costante e approfondita, arricchita dalla realizzazione dei primi applicativi sperimentali in una macchina server dedicata.

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