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Camion, computer e via

26 giu 2000

Una media di due autoveicoli e anche meno per azienda, oltre il 90% di imprese in forma artigianale, pochi dipendenti, a volte il solo proprietario con un camion

Una media di due autoveicoli e anche meno per azienda, oltre il 90% di imprese in forma artigianale, pochi dipendenti, a volte il solo proprietario con un camion. Il settore dell'autotrasporto in Italia non è composto da grandi società e per questo soffre spesso della mancanza di risorse interne con cui organizzare il proprio lavoro: carichi, viaggi di ritorno, adempienze burocratiche e così via. Una risposta a queste esigenze verrà data da un nuovo portale che partirà a settembre dedicato interamente agli autotrasportatori. L'indirizzo è www.startruck.com. Il sito con questo nome è già accessibile e offre una vetrina per l'usato Iveco. Il nuovo progetto sarà però completamente diverso: la vetrina Iveco rimarrà comunque, ma si aggiungeranno tutta una serie di servizi che dovrebbero facilitare vita e lavoro ai trasportatori. Startruck è stato creato da una società milanese, la Xchange, nata l'anno scorso. A fondarla, Mauro Paolini, della Ucm Group, specializzata in produzioni multimediali, Maurizio Di Mauro, della Label, una società di consulenza e comunicazione, Marcello Ricotti e Marcello Torriani della Ariadne di Pavia che si occupa di information technology. Successivamente sono entrate in società due venture capital, la One Tone che detiene il 10% e la 3i che ha una quota del 30%. "Il nostro", racconta a Itali@Oggi.it Maurizio Di Mauro, "è chiaramente un progetto business to business, perché i nostri clienti saranno aziende o padroncini. I servizi che offriremo saranno utili soprattutto per le aziende medie e piccole che non possono permettersi di avere al loro interno tali risorse organizzative". L'attività di Startruck puo' sintetizzarsi in tre punti. Rimarrà la vetrina dell'usato, utilizzabile da tutti i concessionari Iveco per gestire il parco veicoli, ma si aggiungeranno il cosidetto e-procurement del trasporto e i servizi di tracking e spacing. Con l'e-procurement, semplificando, le aziende possono riuscire a ottimizzare l'attività di trasporto, risolvendo soprattutto i problemi di ritorno a vuoto. Il tracking e lo spacing permetteranno invece di sapere quando un pacco viene consegnato e di informare in qualsiasi momento sulla propria forma di trasporto. "I servizi che si possono citare sono solo un esempio", prosegue Di Mauro, "noi abbiamo partner che sono leader nel mondo dell'autotrasporto, della tecnologia e delle telecomunicazioni. Proprio quest'ultimo è l'aspetto più importante, perché il portale sarà sia web che wap, cioè sarà presente sulla rete tradizionale e sui nuovi cellulari capaci di navigare. Grazie al Wap l'organizzazione dei trasportatori subirà un grosso miglioramento". Dal canto loro i trasportatori ammettono che la dimensione delle aziende del settore porta spesso ai problemi che il portale dovrebbe ridurre: "Sicuramente iniziative del genere possono aiutare le aziende", afferma Massimo Masotti, vicepresidente dell'Anita, l'associazione dei trasportatori di Confindustria, "soprattutto quelle più piccole. Anche per quelle più grandi però non è detto che non sia utile". Più scettico sull'iniziativa è il segretario nazionale della Fita. "Più volte si è cercato in Italia di costruire il borsino merci", dice Alfonso Trapani, "ma c'è la tendenza da parte dei trasportatori di non mettere in comune le informazioni sui carichi. Tutti dichiarano quando hanno il camion vuoto, pochi o nessuno quando è pieno o c'è esubero. Diverso invece il discorso per gli altri servizi, per questo potrebbe davvero funzionare, bisogna tener conto che le imprese hanno soprattutto bisogno di informazioni". Startruck guadagnerà in parte sulle transazioni che verranno effettuate attraverso il portale e in parte da una quota di ingresso versata dagli operatori che aderiranno. "Per quanto riguarda l'affiliazione al portale ci sarà sicuramente una registrazione selettiva", conclude Di Mauro, "dobbiamo garantire la presenza di attori qualificati e interessati a garantire a loro volta la qualità del servizio perché si tratta di trasporto di merci e non si può fare altrimenti". (articolo apparso su Itali@Oggi.it)

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